Nel
descrivere la meditazione “accoglienza e beatitudine” avevo sostenuto che tale pratica è presente, con diverse
modalità, in quasi tutte le tradizioni spirituali.
L'essere
umano ha bisogno di rappresentazioni; ha difficoltà a concepire il divino in termini astratti, per questo le
varie tradizioni hanno creato delle meditazioni basate sulla visualizzazione.
Va
sempre ricordato che la visualizzazione, come anche le frasi ripetute, sono un
supporto utile per superare i nostri limiti ma non sono il fine.
Il
divino, in qualsiasi modo lo si voglia intendere, non ha caratteristiche
definite.
Varie
tradizioni buddiste propongono spesso la
visualizzazione, dove è un particolare Buddha o Bodhisattva a manifestarsi ed
ad entrare nel corpo del meditante.
La
tradizione taoista, più restia ad usare immagini antropomorfe, spesso usa
diversi tipi di luce.
Nella
cristianesimo è ovviamente il Cristo a prendere forma.
In
questa sede voglio proporvi un testo che descrive l’accoglienza del Cristo.
E'
un testo di Simeone il Nuovo Teologo.
E'
un testo che propone nei propri seminari Robert Dilts.
Si,
Robert Dilts proprio lui, uno dei maestri della PNL.
Perché
la PNL quando vuole andare in profondità non esclude la spiritualità anzi la
ricerca.
Spesso
in Italia questo lo dimentichiamo.
Il
testo in questione è citato in appendice al volume di Robert Dilts e Robert
McDonald: Tools of Spirit (in Italia: PNL per lo Spirito edito da PNL ITALY).
Ma
chi era questo Simeone il Nuovo Teologo?
Il
testo di Dilts ci trasmette solo la data di nascita e quella di morte.
In
conformità al mio non essere conforme, e nel cercare accostamenti improbabili
ai più, prendo come fonte d'informazioni una catechesi di Papa Benedetto XVI, sì
proprio lui, il papa emerito.
Nella
sua grande opera di divulgazione della spiritualità cristiana il Papa si è occupato
anche di questo personaggio.
Le
sue catechesi sono reperibili anche sul web..
Sappiamo
che fu un monaco del Cristianesimo orientale e nacque in Asia minore nel 949 e morì nel 1022.
Fu
un uomo di grande spiritualità, una spiritualità tutta centrata sull'amore,
sull'amore che trasforma.
Questa
trasformazione è frutto di una duplice azione: la nostra capacità di aprire il
nostro il cuore al divino, e del divino stesso che opera in noi malgrado noi.
Nonostante
le grandi difficoltà della vita si sentì sempre come un ptochos philàdelphos, un povero che amava i fratelli manifestando sempre una grande sapienza e
compassione.
Ma
ora ecco il testo di Simeone il Nuovo Teologo proposto da Dilts e McDonald.
Ci risvegliamo nel corpo di Cristo
mentre Cristo risveglia i nostri corpi,
e la mia umile mano è Cristo. Egli
entra nel mio piede, ed è infinitamente me.
Muovo la mano e meravigliosamente
la mia mano diventa Cristo, diventa tutto ciò che è Lui
(perché Cristo è unico ed indivisibile, privo di divisioni nel suo
essere
divino.)
Muovo il piede, e all'improvviso
appare Lui in un lampo di luce.
Le mie parole sembrano blasfeme? Allora
apri a Lui il tuo cuore.
e abbandonati ad accogliere Colui
che così profondamente si sta aprendo a te.
Che se genuinamente Lo amiamo,
ci risvegliamo nel corpo di Cristo.
dove tutto il nostro corpo,
dovunque,
ogni sua recondita parte,
si realizzerà nella gioia di essere Lui
ed Egli ci renderà totalmente reali,
e tutto ciò che è dolore, tutto ciò
che ci sembrava cupo, duro e abietto,
storpio, brutto, irreparabilmente
guasto, sarà da Lui trasformato
e riconosciuto come unità, come
bellissimo,
e risplendente nella Sua luce,
come l'Amatissimo ci risvegliamo
nelle più remote parti del
corpo.
E'
una pratica di risveglio che ci permette di superare le nostre più antiche
paure: come quelle di essere blasfemi, di non essere degni di accogliere il
divino che in realtà ci accoglie e ci sostiene.
Si
tratta come sempre di provare e vedere cosa succede, quanto riusciamo a
gustarci in profondità questa nuova
sapienza.
Provate
a fare questo tipo di esperienza con Simeone il Nuovo Teologo.
Straf.
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